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sabato 12 marzo 2016

Binetti contro l'OMS.

A che gioco gioca Paola Binetti?
La deputata è fimataria della proposta di Legge: "Norme per l'incremento del livello di sicurezza nel parto naturale". Questo DDL, presentato anche in Senato dal sen Di Biagio, prevede l'adozione di una cintura gonfiabile da utilizzare durante il parto, dispositivo inutile e dannoso che obbliga le donne a partorire in una posizione scomoda, difficile e pericolosa. Sappiamo da anni che spingere sulla pancia delle donne durante il parto (manovra di Kristeller) aumenta il rischio di lesioni e mortalità materna, infatti da tempo tale manovra è sconsigliata in tutte le Raccomandazioni e Linee Guida basate su evidenze scientifiche.
È incredibile quindi che si voglia introdurre per legge una pratica così dannosa in tutte le sale parto: applicando la cintura a tutte le partorienti aumentiamo il rischio per loro e per i loro bambini di gravi danni o morte.
Tale proposta di Legge è stata rilanciata ieri alla Camera dei Deputati nel corso di un convegno organizzato da Paola Binetti e che ha visto la partecipazione tra gli altri di diversi primari di ginecologia, direttori di corsi di laurea e scuola di specializzazione e ostetriche. La maggior parte delle relazioni, tranne qualche lodevole eccezione, sono state focalizzate sul tema della sicurezza durante il parto, sostenendo l'idea che gravidanza, travaglio e parto siano degli eventi altamente rischiosi e imprevedibili e che l'unica soluzione utile per minimizzare tali rischi sia fare ricorso alla tecnologia. Nel corso della mattinata il potere salvifico della tecnologia medica ricorreva come un mantra nei diversi interventi, creando il terreno fertile per l'approvazione del DDL.
Anche la Ministra Lorenzin, intervenuta a metà mattinata,  sembra essere stata facilmente convinta dell'importanza di approvare quanto prima una norma del genere, al punto che ha promesso pubblicamente di renderla immediatamente operativa con un decreto ministeriale, qualora i relatori avessero rinunciato a percorrere la strada del DDL, saltando così i tempi lunghi dell'iter parlamentare.
Chissà se la Ministra sa che dietro le encomiabili parole "incremento della sicurezza nel parto naturale" si cela il tentativo sfacciato di far approvare per legge l'appalto per la fornitura di un dispositivo medico inutile e pericoloso in tutte le sale parto italiane?
Ci chiediamo come mai ad una giornata che affrontava il tema della mortalità materna non sia stato invitato nessun esponente dell' Istituto Superiore di Sanità che pure ha istituito un sistema di sorveglianza sul tema grazie al quale abbiamo importantisdimi dati sul fenomeno?
Come afferma Michele Grandolfo, ex direttore dipartimento salute materno infantile dell'Istituto Superiore di Sanitá, presente in platea alla giornata di ieri: "il problema è che si opera con procedure sbagliate che aumentano il rischio ostetrico e non si praticano quelle corrette che diminuiscono tale rischio".
A questo punto una domanda ci sorge spontanea: a chi giova l'introduziobe nel nostro ordinamento di una tale legge? Non certo alle donne che vedrebbero aumentato il loro rischio di avere danni gravi o fatali durante il parto; non certo alle aziende sanitarie e alle regioni, che dovrebbero affrontare una spesa notevole per adeguarsi a quanto disposto, sia per l'acquisto di tale mirabolante tecnologia, sia per la formazione degli operatori; non certo alle ostetriche, che tutta la letteratura scientifica evidence based indica come figure di riferimento in gravidanza, travaglio e parto, in grado, attraverso un'assistenza one to one, di prevenire e ridurre significativamente il rischio di eventi avversi e mortali.
E allora a chi giova?
Per rispondere è forse utile sapere che l'unico studio che sembra confermare l'efficacia della cintura sia firmato da Luisa Acanfora e Erich Cosmi (tra i relatori di ieri alla Camera), alcune voci sostengono che la dott.ssa Acanfora sia moglie del produttore della cintura, noi non sappiamo se questo sia vero e probabilmente non lo sarà, perchè altrimenti la ginecologa avrebbe dovuto dichiarare un tale macroscopico conflitto di interesse, sia come autrice del famoso studio, sia nelle occasioni in cui è stata ascoltata in sedi istituzionali per parlare dei vantaggi dell'utilizzo di tale cintura.
Le donne non hanno bisogno di ipermedicalizzazione, nè di cinture miracolose, nè di violenza ostetrica. Non permetteremo che sul corpo delle donne si giochi anche questa sporca battaglia.

martedì 29 settembre 2015

L'Ostetrica Abortista


Durante il secondo anno della laurea specialistica di filosofia ebbi una sorta di folgorazione sulla Via di Damasco. Frequentavo un corso che trattava di maternità/emancipazione femminile/storia del femminismo. Ricordo perfettamente il momento, dov'ero seduta in aula, il colore della camicia della professoressa che teneva la lezione. Certo che fare l'ostetrica sarebbe stato fichissimo, pensavo. Un lavoro vero, con le mani (sogno proibito di alcuni filosofi). Un lavoro potenzialmente femminista, avrei potuto aiutare molto donne nella loro emancipazione, dato che, come stavo apprendendo durante quel corso, l'ambito della maternità può essere considerato paradigmatico dello stato di emancipazione femminile all'interno di una società.

E un attimo dopo pensavo: 'Allora sarò un'ostetrica'. La lezione continuava, probabilmente nessuno si accorse dell'espressione avevo assunto. Quella di qualcuno che ha appena avuto un'epifania.

Decisi di finire la laurea specialistica in filosofia piuttosto che mollare e provare subito il test d'ingresso, passò quasi un anno e mezzo prima che cominciassi il corso di ostetricia. Naturalmente nel frattempo ero diventata una birth junkie, divoratrice di informazioni sul parto naturale (più o meno attendibili), rompicazzi di turno anche nelle occasioni meno appropriate sulla sicurezza del parto in casa, l'importanza dell'allattamento esclusivo, dei bambini portati in fascia, pannolini lavabili, ecc... Ora che ci penso ne facevo principalmente questioni politiche, che facevano sempre perno intorno agli stessi punti, come libertà della donna di avere accesso all'informazione basata sulle evidenze scientifiche, di poter decidere del proprio corpo (e del proprio embrione/feto), e ogni tanto ci finiva dentro anche una manciata di ecologia.

In realtà mi sbagliavo su tantissime cose. Non sui princìpi, e neanche sulle evidenze scientifiche. È tutto ancora molto valido, le evidenze sono quelle lì e solo gli intellettualmente disonesti (o gli ignoranti) le negano, semplicemente mi accoravo se qualcuno non era interessato a queste cose che a me sembravano importantissime, rovesciavo con l'imbuto informazioni nelle gole di chiunque facesse l'errore di chiedermi 'Insomma, dopo la specialistica che fai?'. Force feeding. Avevo i dati, i numeri le statistiche di chi studia una scienza, e la capacità infinita di argomentare e controargomentare di chi ha studiato filosofia. Inutile dire che non erano molti quelli che ancora riuscivano a seguire i miei discorsi dopo qualche minuto. Qualcuno mi avrà dato ragione per sottrarsi all'agonia.

Il corso di ostetricia durò tre anni. Il primo quasi non lo percepii, mi stavo principalmente riprendendo dalla discussione della tesi di filosofia. Il tirocinio era piuttosto generico, mi annoiavo.
Il secondo ed il terzo anno li ho vissuti veramente male. Il tirocinio (squisitamente ostetrico) era un'agonia. Mi ponevo molto male con ostetriche e medici dell'ospedale, persone da cui in teoria avrei dovuto imparare il mestiere. In realtà li detestavo tutti (o quasi), detestavo il loro modo di fare, la mancanza di rispetto per le donne, il loro modo di deridere le donne in travaglio, il loro rispettare ossequiosamente quelle che erano chiaramente benestanti (o che avrebbero passato loro una bustarella), il servilismo, il bullismo, l'ignoranza crassa.

E pensavo solo 'io non sono come voi, io non voglio diventare voi'. E l'ostetricia era l'opposto di quello che mi aspettavo.

Quando assistevo a un parto pensavo solo a quanto male stavo facendo a quella donna, ogni volta che prendevo le forbici per un'altra inutile episiotomia (taglio del perineo, fatto con un paio di forbici, poco prima dell'espulsione del feto. Universalmente riconosciuto come inutile/dannoso se non in rarissimi casi). A lasciare che il neonato venisse portato al nido pensavo a quanto lo stavo privando di qualcosa che forse non sarà indispensabile, ma che non c'è nessuna ragione di togliergli, il diritto di essere con sua madre dopo essere uscito da lei. Avrei potuto essere migliore, togliermi la puzza sotto al naso che sicuramente avevo nei confronti di futuri colleghi e colleghe, tuttavia le mie ragioni (lo credo ancora) erano giuste, loro veramente non avevano rispetto per le donne, per i neonati, per le studenti di ostetricia, persino per i loro colleghi! Veramente non agivano secondo le evidenze scientifiche, veramente si permettevano di agire e parlare alle donne in un modo che pochi altri paesi del primo mondo permettono. E su questo avevo ragione, non lo volevo ne potevo condonare. E non ho mai fatto nulla per nasconderlo.

Cominciai a proiettare tutto sul futuro, una volta laureata mi sarei trasferita in Inghilterra (dove sono nata) e avrei praticato un'ostetricia come si deve, con evidenze scientifiche alla mano e donne che hanno piena coscienza dei loro diritti. Così feci, entro pochissimo avevo due o tre proposte di lavoro, scelsi quella più congeniale in base al tempo che ci avrei messo ad arrivare all'ospedale (criterio di grandissimo spessore etico...). Un paio di mesi, vari controlli e iscrizioni all'albo, scartoffie varie e si comincia.

Mi sbagliavo di nuovo.

Ci misi poco a capire che le cose non erano come credevo. La quantità di documentazione che dovevo compilare per ogni paziente rasentava il comico. Ci si aspettava che mi prendessi responsabilità che non mi ero mai presa prima ma anche che nessuna ostetrica in Italia si prende (ah... l'autonomia...), firmavo tracciati cardiotocografici, prescrivevo farmaci ed esami, ricoveravo e dimettevo pazienti senza l'ombra di un medico, assistevo ai travagli e ai parti completamente da sola, visitavo neonati, rianimavo neonati! Facevo compressioni bimanuali dell'utero (questa popolazione ha un'attitudine per le emorragie post partum che finchè non la vedi non ci credi). Di parti normali neanche l'ombra. Epidurali che sembravano più spinali (blocco che impedisce movimento e sensibilità dalle gambe al torace), anestesisti e ostetriche che insistevano che le donne non si muovevano perché erano pigre, ma io le epidurali fatte per bene le avevo viste durante il tirocinio, e le donne si muovevano eccome.
Tanti cesarei, tantissimi forcipi. Non riuscivo a stabilire un rapporto con le donne di cui mi occupavo, correvo da una parte all'altra, non avevo tempo di ascoltarle, pensavo solo ad assicurarmi che non morisse nessuno durante il mio turno. E basta.

Mi resi conto che non avevo imparato nulla all'università. Era colpa mia? Anche. Era colpa loro? Sicuramente. Mi avevano insegnato poco, e quel poco avevo rifiutato di impararlo (non c'è un vero metodo pedagogico, durante il tirocinio vieni lanciato a caso nelle situazioni e pubblicamente umiliato quando sbagli, sorvolando sul fatto che nessuno ti ha mai detto come le cose vanno fatte. Quindi ogni cosa imparata è preceduta da un trauma. Inoltre quel poco che ti insegnano è sbagliato, senza mezzi termini.

Te ne accorgi quando vai a lavorare in un paese dove se non sai citare lo studio in base al quale fai una certa cosa in un certo modo vieni segnalato al Collegio delle Ostetriche. Lo ripeterò all'infinito: le evidenze scientifiche sono il pilastro della pratica, si è vero che non sono perfette, ma sono l'unica cosa che abbiamo.

Ho passato un anno e mezzo a lavorare in quell'ospedale prima di dare le mie dimissioni. Dopo venti mesi sono andata via e non sono più tornata.

Nel frattempo avevo trovato un altro lavoro, sempre come ostetrica ma in un ambiente completamente diverso. Quel lavoro è il lavoro che faccio adesso.
Sono un'ostetrica che lavora in una clinica di aborti, è probabilmente uno dei lavori più belli del mondo.

Mi occupo delle donne che sono in difficoltà, che sono incinta e non sanno cosa fare. Le ascolto, ascolto le loro ragioni, cerco di aiutarle a capire cosa vogliono. Non vendo l'aborto, non vendo il parto. Non vendo niente. Anzi forse vendo la libertà di scelta, l'emancipazione. Ecco. Era proprio questo quello volevo.

Ci ho messo un bel po' a capire che il mio percorso doveva essere questo, a capire che non avevo sbagliato tutto ma semplicemente che fare l'ostetrica significa essere con le donne e assisterle nelle loro scelte, assicurarsi che conoscano le loro opzioni. Assistere le donne in gravidanza fino alla fine della gravidanza. Qualunque sia la fine della gravidanza, che partoriscano un figlio sano a termine, che ne partoriscano uno morto pretermine, o che interrompano la gravidanza per loro personalissime ragioni. Sempre valide.

Non escludo di tornare ad assistere parti un giorno (anche se riesco ad immaginarmi solo in un contesto di totale libertà di scelta per le donne), tuttavia per ora questo lavoro mi riempie di orgoglio come la sala parto non ha mai fatto. Le donne di cui mi prendo cura adesso sembrano veramente felici di avere me come ostetrica. Sono molto felice che l'ultimo parto che ho assistito sia stato un parto in casa, nella casa di una mia grande amica ostetrica Gabriella Pacini, ed è stato esattamente quello che avevo immaginato quando pensai per la prima volta che avrei fatto l'ostetrica. Ci sono voluti più di sei anni per vivere per qualche ora quella che credevo sarebbe stata la mia vita professionale per sempre. L'Universo è stato molto gentile con me da questo punto di vista.

Avevo cominciato a scrivere questo articolo per parlare dell'autonomia dell'ostetrica nella sua pratica in Inghilterra, dell'aborto in questo paese e del ruolo dell'ostetrica nell'aborto. Mi rendo conto che non potevo parlarne prima di presentarmi e di spiegare come sono arrivata dove sono. Dovrò scrivere un altro articolo.


Emily Romano

lunedì 11 maggio 2015

Ecco dove ci trovate nel mese di Maggio:


Sportello Consultiamoci ascolto e orientamento psicologico, ostetrico e legale su diritti, salute riproduttiva della donna in particolare nel percorso nascita.
Ogni martedì dalle 10.00 alle 12.00 presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta via Lucio Sestio 10.


MELOGRANO DIRITTI   
Tutti i lunedì dalle 10.00 alle 13.00 presso il Melograno Centro Nascita di Roma in via Saturnia 4/a.


Poliedro - Spazio per Mille Famiglie 


Martedì 12 maggio alle ore 17.15
- "Il paradiso dei calzini":laboratorio creativo per adulti e bambin* 3-10 anni. Dai calzini spaiati si realizzeranno simpatici pupazzetti fatti a mano e decorati con materiale di recupero. A cura di Barbara Tarantino;

Domenica 17 maggio ore 11.00
-Teatro per bambin* 3-7 anni. A cura di Daniele Miglio

Nella giornata di domenica ci sarà anche il mercatino dell'artigianato di Lucha y Siesta.
Il pranzo ai bambin* sarà offerto (pasta al pomodoro) mentre gli adulti potranno acquistare in loco gli ottimi manicaretti preparati dalle signore della Casa delle Donne.

Tutte le iniziative culturali per bambin* e per adulti sono organizzate a titolo volontario e sono sostenute e rese possibili dalla vostra partecipazione e dai vostri contributi liberi e consapevoli ad artisti/e, a professionisti/e e operatori/e che terranno gli incontri.
VENITECI A TROVARE!
Si consiglia di prenotare, indicando la presenza di bambini e l'età, al seguente indirizzo email:
consultiamoci-poliedro@autistici.org
Presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta
via Lucio Sestio n. 10, Roma.




Saremo a  "IL MAGGIO DELLA BUONA NASCITA"  al NU di Pontedera dove dal 16 al 31 maggio ogni sabato e domenica ci saranno laboratori, conferenze, video e mostre fotografiche intorno alla nascita.  Precisamente il 17 maggio  ci sarà la Proiezione di La Prestazione - Sex like Birth e dibattito a seguire.




Mercoledì 20 maggio dalle ore 10.00-12.30  "Manovre di disostruzione pediatriche delle vie aeree".
Il corso teorico-pratico è tenuto dall' Associazione Salvamento Accademy. La partecipazione è gratuita. Verrà rilasciato un attestato ed è necessario prenotarsi inviando un'email a consultiamoci-poliedro@autistici.org.
Presso La Casa delle Donne Lucha y Siesta in via Lucio Sestio 10




 "INTORNO ALLA NASCITA" rassegna di video-documentari sulla perinatalità e sul percorso nascita
Il MIPPE-Movimento Italiano Psicologia Perinatale in collaborazione con Freedom For Birth Rome Action Group vi invitano a INTORNO ALLA NASCITA rassegna di video-documentari sul percorso nascita.


Il primo appuntamento sarà domenica 24 maggio 2015
- ore 17.00-18.00 proiezione de “IL PRIMO SGUARDO”. A seguire dibattito.
- ore 19.00 aperitivo-cena a cura della Casa delle Donne Lucha y Siesta

Nel documentario viene narrata la storia di “quattro donne, madri, che hanno fatto la propria esperienza della nascita e della violenza ostetrica e hanno profondamente elaborato il proprio vissuto (…) di espropriazione del corpo (…)” come sostiene Gabriella Falcicchio. Ne “IL PRIMO SGUARDO” le esperienze intime di quattro famiglie “appena nate” ci raccontano come il modo di accogliere il bambino influenza il legame affettivo di attaccamento e alcuni processi fisiologici tra cui la colonizzazione batterica, la termoregolazione e l’avvio dell’allattamento.
La frase di Klaus (neonatologo di fama internazionale e consigliere OMS/UNICEF) "Io credo che si potrebbe dire molto sui vantaggi di iniziare la vita osservando la propria madre" sintetizza molto bene il senso di questo video. Nel primo sguardo tra madre e figlio, infatti, si radica il legame affettivo che sarà prototipo di tutti i legami successivi.

L’iniziativa è rivolta a donne in gravidanza, coppie in attesa, neogenitori e a tutt* coloro che per lavoro o per interesse si occupano di perinatalità.

L’obiettivo dell’evento è informare, confrontarsi e riflettere insieme sui temi della perinatalità e del percorso nascita.
Quali sono i bisogni di base del/lla bambin* al di là degli stereotipi culturali e delle logiche commerciali? E quelli della mamma? E dei neogenitori?

L’iniziativa prevede una sottoscrizione volontaria e consapevole per sostenere le attività delle associazioni promotrici.
Durante l’incontro sarà anche possibile diventare soci* sostenitori/trici dell’ass.MIPPE o di FFB-Rag tesserandosi.
La tessera oltre a sostenere le attività delle associazioni dà la possibilità di accedere a tutte le iniziative riservate ai soci.
Per iscriversi e/o chiedere informazioni scrivere a freedomforbirth.rag@gmail.com






lunedì 4 maggio 2015




 Il MIPPE-Movimento Italiano Psicologia Perinatale
in collaborazione con 
               FREEDOM FOR BIRTH-Rome Action Group            

                                                        

                                                      
                                                                 Vi invitano a

                                       "INTORNO ALLA NASCITA"
          Rassegna di video-documentari sul percorso nascita

                      
Il primo appuntamento sarà domenica  24 maggio 2015
- ore 17.00-18.00 proiezione de  “IL PRIMO SGUARDO”. A seguire dibattito.
- ore 19.00 aperitivo-cena a cura della Casa delle Donne Lucha y Siesta




Nel documentario viene narrata la storia di “quattro donne, madri, che hanno fatto la propria esperienza della nascita e della violenza ostetrica e hanno profondamente elaborato il proprio vissuto (…) di espropriazione del corpo (…)” come sostiene Gabriella Falcicchio. Ne “IL PRIMO SGUARDO” le esperienze intime di quattro famiglie “appena nate” ci raccontano come il modo di accogliere il bambino influenza il legame affettivo di attaccamento e alcuni processi fisiologici tra cui la colonizzazione batterica, la termoregolazione e l’avvio dell’allattamento.
La frase di Klaus (neonatologo di fama internazionale e consigliere OMS/UNICEF) "Io credo che si potrebbe dire molto sui vantaggi di iniziare la vita osservando la propria madre"  sintetizza molto bene il senso di questo video. Nel primo sguardo tra madre e figlio, infatti, si radica il legame affettivo che sarà prototipo di tutti i legami successivi.

L’iniziativa è rivolta a donne in gravidanza, coppie in attesa, neogenitori e a tutt* coloro che per lavoro o per interesse si occupano di perinatalità.

L’obiettivo dell’evento è informare, confrontarsi e riflettere insieme sui temi della perinatalità e del percorso nascita.
Quali sono i bisogni di base del/lla bambin* al di là degli stereotipi culturali e delle logiche commerciali? E quelli della mamma? E dei neogenitori?

L’iniziativa prevede una sottoscrizione volontaria e consapevole per sostenere le attività delle associazioni promotrici.
Durante l’incontro sarà anche possibile diventare soci* sostenitori/trici dell’ass.MIPPE o di FFB-Rag tesserandosi.
La tessera oltre a sostenere le attività delle associazioni dà la possibilità di accedere a tutte le iniziative riservate ai soci.

Per iscriversi e/o chiedere informazioni scrivere a  freedomforbirth.rag@gmail.com

lunedì 30 marzo 2015

SPORTELLO CONSULTIAMOCI - Consulenza gratuita ostetrica, legale e psicologica




Sportello CONSULTIAMOCI!


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e
Immagina un mondo in cui alle donne sia proibito partorire.
Adesso immagina un mondo in cui le donne siano obbligate a farlo”
Hai bisogno di informazioni sull’interruzione di gravidanza?
Non riesci a trovare la pillola del giorno dopo?
Vuoi saperne di piu’ su mestruazioni, gravidanza, menopausa, malattie sessualmente trasmissibili?
Hai avuto un parto diverso da quello che volevi oppure hai dubbi su quello che ti hanno fatto?
Vuoi sapere quali sono i tuoi diritti e come farli valere?
Se vuoi parlare di tutto questo o di altro che riguardi il tuo corpo e la tua salute sessuale
Se sei stata vittima di violenza ostetrica
vieni e CONSULTIAMOCI!
COSE LO SPAZIO CONSULTIAMOCI
E’ uno spazio per favorire la libertà di scelta, l’autodeterminazione e l’autoconsapevolezza delle donne su sessualità, aborto, contraccezione, gravidanza, parto, menopausa.
Vogliamo essere di supporto ai consultori che, a causa degli obiettori di coscienza, della carenza di organico e risorse, dei tagli ai finanziamenti, faticano a sostenere la donna nelle sue scelte rispetto al proprio corpo e la propria salute.
CONSULTIAMOCI PERCHE
Non vogliamo più’ vivere in uno stato che legittima la violenza ostetrica contro le donne, che non garantisce la salute della donna, che le nega il diritto di scegliere se, quando e come diventare madre
COSE LA VIOLENZA OSTETRICA
Noi consideriamo violenza ostetrica sulla donna:
  • l’appropriazione dei processi riproduttivi del corpo delle donne da parte di personale sanitario;
  • la trasformazione, nell’ambito del percorso nascita, dei processi fisiologici in processi patologici
  • la frustrazione dell’autonomia e dell’autodeterminazione della donna rispetto al proprio corpo ed alla propria sessualità;
  • la negazione alla donna, durante la gravidanza, il travaglio e il parto, di un’assistenza rispettosa delle sue scelte, della sua cultura e della sua dignità;
  • la violazione del diritto umano della donna di abortire e contraccepire.
ESEMPI DI violazioni dei diritti umani della donna e di VIOLENZA OSTETRICA
  • Negare l’aborto libero, immediato, incondizionato e gratuito (ad esempio, ostacolare il diritto all’ivg a causa dell’obiezione di coscienza, costringere la donna alla ricerca di una struttura che la assista, imporle l’aborto chirurgico e negarle la scelta di quello farmacologico con la RU486, controllare le “motivazioni” dell’aborto, “autorizzare” l’aborto solo in presenza di un pericolo per la salute psicofisica della donna, ecc.)
  • Ostacolare l’accesso alla contraccezione d’emergenza (ad esempio, rifiutare la prescrizione o la vendita della pillola del giorno dopo, imporre il pagamento del ticket, imporre l’autorizzazione dei genitori per le dimissioni delle minorenni dai Pronto Soccorso, ecc.)
  • Abusare del corpo della donna in sala parto, praticando interventi medici non necessari e/o non consapevolmente acconsentiti (ad esempio, il “taglietto” della vagina, la “spinta” sulla pancia, l’induzione del travaglio, la rottura manuale del sacco amniotico, il clistere e la depilazione, il monitoraggio cardiotocografico permanente, lo scollamento manuale delle membrane, ecc.)
  • Negare alla donna l’autonomia decisionale sul suo parto e post partum (ad esempio, negare l’epidurale o altri metodi di controllo del dolore, imporre la posizione durante travaglio e parto, vietare di bere e mangiare durante il travaglio, allontanare la persona che la donna vorrebbe con sé, separare madre e neonat*, ecc.)
cosa TROVERAI NELLO SPAZIO CONSULTIAMOCI
Uno spazio per avere informazioni sulla salute riproduttiva
Un luogo di incontro e di riflessione, con iniziative a tema
Un luogo in cui esprimere liberamente i tuoi bisogni e le tue scelte sul tuo corpo e sulla tua salute, trovando rispetto, accoglienza e solidarietà
Uno sportello di orientamento e sostegno ostetrico, psicologico e legale.
LE INIZIATIVE
  • Cicli di eventi… uno ogni 28 giorni!
  • Proiezioni di documentari, cortometraggi e lungometraggi, spettacoli teatrali
  • Dibattiti a tema
  • Incontri di confronto, riflessione e auto informazione su salute della donna, sessualità, malattie a trasmissione sessuale, contraccezione, IVG, percorso nascita, menopausa.
  • Iniziative per favorire l’autoconoscenza corporea, l’autovisita, l’autopalpazione mammaria.
LO SPERTELLO CONSULTIAMOCI
  • Supporto ostetrico: colloqui informativi sulla salute riproduttiva della donna (contraccezione, aborto, gravidanza, parto, puerperio, allattamento, ciclo mestruale e menopausa); orientamento verso strutture sanitarie pubbliche rispettose dell’autodeterminazione delle donne; lettura delle cartelle cliniche.
  • Supporto psicologico: consulenza e ascolto, informazione e orientamento su gravidanza, IVG, aborto terapeutico, parto, post-partum, allattamento, maternità, genitorialità’; supporto per le donne vittime di violenza ostetrica (atti medici non necessari o non acconsentiti o su cui non erano state informate, eseguiti durante la gravidanza, durante il parto o nel dopo parto).
  •  Supporto legale: consulenza e informazioni sui diritti delle donne in campo sanitario (aborto, gravidanza, parto; consenso/rifiuto dei trattamenti sanitari) e su maternità e lavoro; assistenza contro l’obiezione di coscienza su IVG e pillola del giorno dopo; assistenza sul rimborso spese parto a domicilio; pareri sui casi di responsabilità medica, violenza ostetrica e abusi in sala parto.
Tutti i servizi dello sportello sono offerti a titolo gratuito
Casa delle Donne Lucha y Siesta
Via Lucio Sestio, 10 – Roma
(Metro A Lucio Sestio)

 ORARIO SPORTELLO
TUTTI I MARTEDì
dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 19:00

per specifiche richieste di appuntamenti:
freedomforbirth.rag@gmail.com
oppure
TEL. 338 3304914
(dal lunedi’ al venerdi’, dalle 15:00 alle 19:00)
freedomforbirth.rag@gmail.com
http://freedomforbirthromeactiongroup.blogspot.it

domenica 5 ottobre 2014

La Bioetica e il parto delle donne. Premessa all'organizzazione di un convegno


Perché pensiamo che il tema di come e dove partoriscono le donne sia un argomento che riguarda l'etica della vita? L'opinione comune sembra avere idee poco chiare circa cosa sia il parto delle donne, e il più delle volte le persone considerano solo ed esclusivamente quanto sostenuto nell'ambito della prospettiva bio-medica. A volte

lunedì 1 settembre 2014

Di opposte fazioni e libertà delle donne

se vuoi conoscerci meglio scarica l'articolo "di opposte fazioni e libertà delle donne"in pdf

Di opposte fazioni e libertà delle donne.

O bianco, o nero: gli estremi che si toccano.
Da quando siamo nate, come movimento attivista, ci siamo trovate spesso a dover spiegare la nostra posizione e i nostri obiettivi, relativamente alla libertà di scelta delle donne. Abbiamo l'impressione che ci sia un'ansia e un bisogno, espresso o inespresso, da parte di alcuni dei nostri interlocutori[1], di ascriverci ad una delle due prospettive contrapposte che sembrano dominare l'attuale dibattito sul tema dell'autodeterminazione delle donne rispetto alla propria salute sessuale e, in particolare, nel percorso nascita.

sabato 10 maggio 2014

15 maggio 2014 all'Ex Lavanderia


Il 15 Maggio 2014

Freedom for Birth Rome Action Group, che aderisce alla rete #IoDecido e l'Associazione Ex Lavanderia vi invitano all'evento:
 
"Freedom for Birth" a sostegno della libertà di scelta delle donne nel percorso nascita

per informare sui modelli di assistenza alla gravidanza e al parto, sugli effetti dell'eccesso di medicalizzazione, sui diritti delle donne e delle coppie, per sensibilizzare sul tema della violenza in sala parto sul corpo delle donne.

Programma dell'evento
ore 18.00 Proiezione del documentario "Freedom for Birth"
A seguire: dibattito con le mamme, le donne, le coppie e le attiviste di Freedom for Birth Rome Action Group (ostetriche, psicologhe, avvocate)

ore 20.00 Cena

ore 21.30 Quattro cantautrici della scena romana: Ilaria Viola, Giusy Zaccagnini, Leila Bahlouri, Alessia Cortini, accompagnate alla chitarra da Daniele Borsato

Dalle 17.30 sarà allestito un mercatino solidale con abiti e accessori per bimbe/i 0-12 anni (il ricavato delle offerte sarà utilizzato per la ristrutturazione del parco giochi accanto al padiglione 31).

INGRESSO LIBERO!
 



venerdì 14 marzo 2014

PartoDiProTesta

Siamo tra i primi promotori di PartoDiProTesta, una campagna permanente e itinerante nel Lazio e in Campania per:
  • la libertà di scelta e l’autodeterminazione delle donne nel percorso nascita per rivendicare il diritto di ogni donna di scegliere come e dove partorire 
  • informare sui diversi modelli di assistenza alla gravidanza e al parto
  • sensibilizzare sull’eccesso di medicalizzazione e i suoi effetti
  • denunciare le carenze del sistema sanitario sulla salute riproduttiva della donna
  • contrastare la violenza in sala parto sul corpo delle donne 
  • creare una rete di supporto ostetrico, psicologico e legale


Il lancio della campagna nelle due regioni avverrà:

Napoli, 16 marzo 2014 - in “Marzo Donna” c/o Fondazione De Martino via R. Morghen 84 (Vomero)
ore 15.30 Presentazione della campagna
ore 16.30 Proiezione di una sintesi del documentario Freedom for Birth  e dell'inchiesta realizzata da Elis  Viettone per La Repubblica "Quel taglio di troppo in sala parto"- Dibattito
ore 19.00 Aperitivo a buffet

A seguire Concerto di
Patrizia Lopez
Marzouk Mejri 

 
Roma, sabato 22 marzo 2014 - Scup, via Nola 5 (zona San Giovanni)
ore 15.30 “No Ospedali No Parti” - Spettacolo di Teatro Forum del Teatro Instabile della Tuscia Romana
ore 18.30 Presentazione della campagna
ore 20.00 Aperitivo e cena a buffet

(A Roma i bambini sono benvenuti! Dalle ore 15.30 saranno accolti dalle educatrici della ludoteca Tra le Nuvole a cura di Spazio ai Bimbi di Scup)