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lunedì 4 gennaio 2016

Prossimi appuntamenti di Poliedro-Spazio per Mille Famiglie:

Prossimi  appuntamenti di Poliedro-Spazio per Mille Famiglie:
Poliedro dei Genitori-Spazio d'Ascolto, Incontri Tematici sulla genitorialità e la psicologia perinatale, Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi, Laboratori creativi e Teatro per Bimbi e Bimbe.

IL POLIEDRO DEI GENITORI-SPAZIO ASCOLTO PER COPPIE,
PER MAMME E PER PAPA’

E’ uno spazio di ascolto per i genitori di ogni “genere”, in coppia e/o singolarmente in cui esprimere liberamente il proprio modo di vivere la gravidanza, le scelte rispetto al parto e il personale modo di essere genitori.
Uno spazio per attivare risorse e riflettere, senza giudizi, pregiudizi né tabù, su temi quali nanna, pianto, alimentazione, rapporto di coppia, rientro al lavoro, asilo, modi di vivere e gestire la relazione con i figli e le figlie, attraverso lo scambio tra pari facilitato da due psicoterapeute esperte di psicologia perinatale.
Il Poliedro dei Genitori-Spazio d’Ascolto accoglie un massimo di 12 persone e si riunisce a cadenza quindicinale, presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta in via Lucio Sesstio 10, in incontri della durata di un’ora, facilitati dalle psicologhe psicoterapeute dello Sportello Consultiamoci, Carmen Rizzelli e Mirta Mattina.
Il secondo e il quarto martedì del mese dalle 10.30 alle 11.30 per coppie e singoli in attesa e neogenitori (bimb* da 1 a 11 mesi) e dalle 14.30 alle 15.30 per genitori in coppia o  singolarmente di bimb* da 12 mesi a 3 anni. 
Primo incontro martedì 26 gennaio ore 10.30.
Il contributo è di 5 euro e la prenotazione è obbligatoria:
340.0078975-347.2478857




INCONTRI TEMATICI PER MAMME, PAPA’ E GENITORI IN ATTESA

“La gravidanza e il primo anno di vita con il /la bambin*

POLIEDRO-SPEZIO PER MILLE FAMIGLIE

Freedom for Birth Rome Action Group e Lucha y Siesta

in collaborazione con

Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita, Officina Culturale Via Libera e Dharma's Cake

La gravidanza e la nascita del/la propria figlio/a sono momenti  importanti e delicati in cui avvengono cambiamenti profondi nella  vita delle persone e delle famiglie. Le coppie in attesa, le neo-mamme e i neo-papà si confrontano con una condizione nuova e sconosciuta, impegnativa e ricca potenzialità. Carica di emozioni anche ambivalenti.
Per promuovere una genitorialità consapevole, condivisa e non stereotipata o idealizzata. Per valorizzare la soggettività e le differenze, la funzione genitoriale più che il ruolo materno e paterno. Durante gli incontri ci si potrà confrontare con professioniste esperte di perinatalità (psicologhe-psicoterapeute, ostetriche, avvocate, consulenti ibclc) raccogliere informazioni utili e aggiornate in merito all’esperienza della gravidanza e del parto, sui diritti della partoriente e sulla giurisprudenza in merito alla conciliazione di lavoro, sulla genitorialità e temi legati al primo anno del bambino.
Dal mese di gennaio 2016 ogni ultimo sabato del mese dalle 17.00 alle 18.30, gli incontri tematici itineranti saranno ospitati  nelle seguenti realtà del VII Municipio: Casa delle Donne Lucha y Siesta, Officina Culturale Via Libera, il Melograno-Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma, Dharma’s Cake.
Primo appuntamento sabato 30 gennaio ore 17.00-18.30 presso Il Melograno Centro Maternità e Nascita di Roma via Saturnia 4/a

I DIRITTI DELLA DONNA PARTORIENTE (Piano del Parto, consenso/dissenso informato, diritti al parto e dopo il parto – LR n.84). Interviene Avv. Virginia Giocoli fondatrice Freedom For  Birth Rome Action Group, legale Sportello Consultiamoci e responsabile Sportello “Melograno Diritti”

Ogni appuntamento avrà un costo di 3 euro a coppia o a famiglia.
Per informazioni e prenotazioni: 340-0078975-3383304914 







LA RASSEGNA CULTURALE PERMANENTE

 SENZA STEREOTIPI

POLIEDRO - SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE

Freedom for Birth Rome Action Group - Casa delle Donne Lucha Y Siesta

in collaborazione con

Il Melograno - Centro Informazione Maternità e Nascita e Officina Culturale Via Libera  


Stereotipi e pregiudizi colpiscono tutti. Grandi e piccini, neri, bianchi e gialli, donne e uomini, sani e malati, etero e omosessuali. E tutti ne siamo portatori. Come difendersi? Ri-Conoscendoli prima di tutto! Nasce così l’esigenza di una Rassegna Culturale Permanente Senza Stereotipi! Per vederli, riconoscerli e contrastarli. Inauguriamo questo primo ciclo di video-documentari riflettendo sugli stereotipi che colpiscono  l’esperienza della nascita (gravidanza, parto e post partum) e i bisogni di bambine e i bambini piccoli.
Ogni ultimo venerdì del mese dalle 17.00 alle 19.00 verrà organizzata una proiezione di video-documentari presso la Casa delle Donne “Lucha Y Siesta” (Lucio Sestio), Officina Culturale Via Libera (Porta Furba) e presso Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita di Roma (San Giovanni - Re di Roma).
Primo appuntamento: Venerdì 29 gennaio 2016, ore 17.00-19.00 presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta (via Lucio Sestio 10, Metro A Lucio Sestio). Proiezione Un taglio di troppo di Troppo in Sala Parto” (Elis Viettone) e La Prestazione. Sex like Birth(G. Pacini, S. McTeigue, prodotto da Freedom for Birth Rome Action Group.  Gli eccessi di medicalizzazione e la violenza nel parto. Interviene Gabriella Pacini, ostetrica, Ibcbl, fondatrice Freedom for Birth Rome Action Group.
Ogni appuntamento avrà un costo di 2 euro a coppia o a famiglia




E infine i Laboratori Creativi e il Teatro Bimb* a cura di Daniele Miglio.

Vi aspettiamo!


Per informazioni e prenotazioni:

lunedì 4 maggio 2015




 Il MIPPE-Movimento Italiano Psicologia Perinatale
in collaborazione con 
               FREEDOM FOR BIRTH-Rome Action Group            

                                                        

                                                      
                                                                 Vi invitano a

                                       "INTORNO ALLA NASCITA"
          Rassegna di video-documentari sul percorso nascita

                      
Il primo appuntamento sarà domenica  24 maggio 2015
- ore 17.00-18.00 proiezione de  “IL PRIMO SGUARDO”. A seguire dibattito.
- ore 19.00 aperitivo-cena a cura della Casa delle Donne Lucha y Siesta




Nel documentario viene narrata la storia di “quattro donne, madri, che hanno fatto la propria esperienza della nascita e della violenza ostetrica e hanno profondamente elaborato il proprio vissuto (…) di espropriazione del corpo (…)” come sostiene Gabriella Falcicchio. Ne “IL PRIMO SGUARDO” le esperienze intime di quattro famiglie “appena nate” ci raccontano come il modo di accogliere il bambino influenza il legame affettivo di attaccamento e alcuni processi fisiologici tra cui la colonizzazione batterica, la termoregolazione e l’avvio dell’allattamento.
La frase di Klaus (neonatologo di fama internazionale e consigliere OMS/UNICEF) "Io credo che si potrebbe dire molto sui vantaggi di iniziare la vita osservando la propria madre"  sintetizza molto bene il senso di questo video. Nel primo sguardo tra madre e figlio, infatti, si radica il legame affettivo che sarà prototipo di tutti i legami successivi.

L’iniziativa è rivolta a donne in gravidanza, coppie in attesa, neogenitori e a tutt* coloro che per lavoro o per interesse si occupano di perinatalità.

L’obiettivo dell’evento è informare, confrontarsi e riflettere insieme sui temi della perinatalità e del percorso nascita.
Quali sono i bisogni di base del/lla bambin* al di là degli stereotipi culturali e delle logiche commerciali? E quelli della mamma? E dei neogenitori?

L’iniziativa prevede una sottoscrizione volontaria e consapevole per sostenere le attività delle associazioni promotrici.
Durante l’incontro sarà anche possibile diventare soci* sostenitori/trici dell’ass.MIPPE o di FFB-Rag tesserandosi.
La tessera oltre a sostenere le attività delle associazioni dà la possibilità di accedere a tutte le iniziative riservate ai soci.

Per iscriversi e/o chiedere informazioni scrivere a  freedomforbirth.rag@gmail.com

lunedì 30 marzo 2015

SPORTELLO CONSULTIAMOCI - Consulenza gratuita ostetrica, legale e psicologica




Sportello CONSULTIAMOCI!


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e
Immagina un mondo in cui alle donne sia proibito partorire.
Adesso immagina un mondo in cui le donne siano obbligate a farlo”
Hai bisogno di informazioni sull’interruzione di gravidanza?
Non riesci a trovare la pillola del giorno dopo?
Vuoi saperne di piu’ su mestruazioni, gravidanza, menopausa, malattie sessualmente trasmissibili?
Hai avuto un parto diverso da quello che volevi oppure hai dubbi su quello che ti hanno fatto?
Vuoi sapere quali sono i tuoi diritti e come farli valere?
Se vuoi parlare di tutto questo o di altro che riguardi il tuo corpo e la tua salute sessuale
Se sei stata vittima di violenza ostetrica
vieni e CONSULTIAMOCI!
COSE LO SPAZIO CONSULTIAMOCI
E’ uno spazio per favorire la libertà di scelta, l’autodeterminazione e l’autoconsapevolezza delle donne su sessualità, aborto, contraccezione, gravidanza, parto, menopausa.
Vogliamo essere di supporto ai consultori che, a causa degli obiettori di coscienza, della carenza di organico e risorse, dei tagli ai finanziamenti, faticano a sostenere la donna nelle sue scelte rispetto al proprio corpo e la propria salute.
CONSULTIAMOCI PERCHE
Non vogliamo più’ vivere in uno stato che legittima la violenza ostetrica contro le donne, che non garantisce la salute della donna, che le nega il diritto di scegliere se, quando e come diventare madre
COSE LA VIOLENZA OSTETRICA
Noi consideriamo violenza ostetrica sulla donna:
  • l’appropriazione dei processi riproduttivi del corpo delle donne da parte di personale sanitario;
  • la trasformazione, nell’ambito del percorso nascita, dei processi fisiologici in processi patologici
  • la frustrazione dell’autonomia e dell’autodeterminazione della donna rispetto al proprio corpo ed alla propria sessualità;
  • la negazione alla donna, durante la gravidanza, il travaglio e il parto, di un’assistenza rispettosa delle sue scelte, della sua cultura e della sua dignità;
  • la violazione del diritto umano della donna di abortire e contraccepire.
ESEMPI DI violazioni dei diritti umani della donna e di VIOLENZA OSTETRICA
  • Negare l’aborto libero, immediato, incondizionato e gratuito (ad esempio, ostacolare il diritto all’ivg a causa dell’obiezione di coscienza, costringere la donna alla ricerca di una struttura che la assista, imporle l’aborto chirurgico e negarle la scelta di quello farmacologico con la RU486, controllare le “motivazioni” dell’aborto, “autorizzare” l’aborto solo in presenza di un pericolo per la salute psicofisica della donna, ecc.)
  • Ostacolare l’accesso alla contraccezione d’emergenza (ad esempio, rifiutare la prescrizione o la vendita della pillola del giorno dopo, imporre il pagamento del ticket, imporre l’autorizzazione dei genitori per le dimissioni delle minorenni dai Pronto Soccorso, ecc.)
  • Abusare del corpo della donna in sala parto, praticando interventi medici non necessari e/o non consapevolmente acconsentiti (ad esempio, il “taglietto” della vagina, la “spinta” sulla pancia, l’induzione del travaglio, la rottura manuale del sacco amniotico, il clistere e la depilazione, il monitoraggio cardiotocografico permanente, lo scollamento manuale delle membrane, ecc.)
  • Negare alla donna l’autonomia decisionale sul suo parto e post partum (ad esempio, negare l’epidurale o altri metodi di controllo del dolore, imporre la posizione durante travaglio e parto, vietare di bere e mangiare durante il travaglio, allontanare la persona che la donna vorrebbe con sé, separare madre e neonat*, ecc.)
cosa TROVERAI NELLO SPAZIO CONSULTIAMOCI
Uno spazio per avere informazioni sulla salute riproduttiva
Un luogo di incontro e di riflessione, con iniziative a tema
Un luogo in cui esprimere liberamente i tuoi bisogni e le tue scelte sul tuo corpo e sulla tua salute, trovando rispetto, accoglienza e solidarietà
Uno sportello di orientamento e sostegno ostetrico, psicologico e legale.
LE INIZIATIVE
  • Cicli di eventi… uno ogni 28 giorni!
  • Proiezioni di documentari, cortometraggi e lungometraggi, spettacoli teatrali
  • Dibattiti a tema
  • Incontri di confronto, riflessione e auto informazione su salute della donna, sessualità, malattie a trasmissione sessuale, contraccezione, IVG, percorso nascita, menopausa.
  • Iniziative per favorire l’autoconoscenza corporea, l’autovisita, l’autopalpazione mammaria.
LO SPERTELLO CONSULTIAMOCI
  • Supporto ostetrico: colloqui informativi sulla salute riproduttiva della donna (contraccezione, aborto, gravidanza, parto, puerperio, allattamento, ciclo mestruale e menopausa); orientamento verso strutture sanitarie pubbliche rispettose dell’autodeterminazione delle donne; lettura delle cartelle cliniche.
  • Supporto psicologico: consulenza e ascolto, informazione e orientamento su gravidanza, IVG, aborto terapeutico, parto, post-partum, allattamento, maternità, genitorialità’; supporto per le donne vittime di violenza ostetrica (atti medici non necessari o non acconsentiti o su cui non erano state informate, eseguiti durante la gravidanza, durante il parto o nel dopo parto).
  •  Supporto legale: consulenza e informazioni sui diritti delle donne in campo sanitario (aborto, gravidanza, parto; consenso/rifiuto dei trattamenti sanitari) e su maternità e lavoro; assistenza contro l’obiezione di coscienza su IVG e pillola del giorno dopo; assistenza sul rimborso spese parto a domicilio; pareri sui casi di responsabilità medica, violenza ostetrica e abusi in sala parto.
Tutti i servizi dello sportello sono offerti a titolo gratuito
Casa delle Donne Lucha y Siesta
Via Lucio Sestio, 10 – Roma
(Metro A Lucio Sestio)

 ORARIO SPORTELLO
TUTTI I MARTEDì
dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 19:00

per specifiche richieste di appuntamenti:
freedomforbirth.rag@gmail.com
oppure
TEL. 338 3304914
(dal lunedi’ al venerdi’, dalle 15:00 alle 19:00)
freedomforbirth.rag@gmail.com
http://freedomforbirthromeactiongroup.blogspot.it

sabato 14 febbraio 2015

Verità sbagliate sul parto

Un articolo interessante della Prof.ssa Regalia che svela gli errori più ingenui dell'approccio scientista che vuole l'intervento medico "buono" a priori, sempre e comunque. 
La scienza, la medicina e le pratiche mediche, sono strumenti a nostra disposizione e come tali vanno utilizzati quando e come riteniamo utile, ma con un approccio che vorremmo più "laico": alcune volte purtroppo abbiamo la netta impressione che questo non avvenga ma che al contrario venga richiesta un'adesione acritica e incondizionata alla tecnologia, una deificazione che troviamo del tutto anacronistica e che pensiamo sia necessario superare. E' sicuramente rassicurante, per alcune persone, investire il medico o l'ostetrica di un potere taumaturgico ma è qualcosa che senz'altro limita la libertà di scelta delle persone.
         Sono finiti i tempi del biblico "partorirai con dolore" e quelli della "Dea Ragione" ?
Potete leggere l'articolo in versione integrale su Genitori Channel

Alcuni luoghi comuni sul parto, riportati sui giornali, nei forum, (anche in una recente audizione di esperti in Parlamento denominata “Nascere sicuri”), pur essendo molto diffusi non corrispondono a verità....

LUOGHI COMUNI SBAGLIATI SUL PARTO

approfondisci nell'articolo di Genitori Channel quali sono le ragioni medico scientifiche che smentiscono queste affermazioni:

1. “Un parto è fisiologico solo a posteriori…”

2. “ L’assistenza ostetrica in ospedale garantisce sempre migliori esiti materni e neonatali…”

3. “ L’assistenza ostetrica in ospedale è più sicura rispetto al domicilio o alle case di maternità…”

4.“L’analgesia peridurale fa bene al feto…”

5. “In Italia c’è un’alta percentuale di tagli cesarei, ma gli esiti neonatali sono i migliori d’Europa…”

6. “Il taglio cesareo elettivo è più sicuro del parto naturale…”

7. “L’aumento di morte materna per taglio cesareo è un problema dei Paesi in via di sviluppo…”

8. “Conviene fare un taglio cesareo perché protegge da problemi del pavimento pelvico…”

sabato 24 gennaio 2015

Partorire con il corpo e con la mente


F. Rigotti Partorire con il corpo e con la mente. Bollati Boringhieri, Torino 2011

Recensione di Emily Francesca Romano pubblicata su
www.iaphitalia.org

È possibile pensare la filosofia alla luce del parto? O meglio, fare filosofia alla luce del parto? Nel suo Partorire con il corpo e con la mente Francesca Rigotti tenta di tracciare e individuare i rapporti tra maternità e filosofia. Ricorda come la filosofia è stata (e forse ancora è) in gran parte cosa da uomini proprio perché le donne sono sì in grado di partorire, ma più che idee, le donne partoriscono figli. Naturalmente ci si dimentica come la stessa metafora del ‘partorire idee’ venga dal parto della carne, tuttavia l’azione di partorire diventa nobile, e dunque degna degli uomini, nel momento in cui il prodotto del concepimento (‘concepire un’idea’, un ‘concetto’ appunto) è il risultato di una ‘gestazione’ intellettuale. Sembrerebbe che la storia ci dica che filosofia e maternità (partorire figli, prendersi cura dei figli, perché la possibilità della paternità non è negata ai filosofi) non sono un binomio. Eppure l’autrice porta l’esempio della filosofa Elizabeth Anscombe, madre di sette figli,la quale

mercoledì 10 dicembre 2014

LA VIOLENZA NEL PARTO CHE VIENE DA LONTANO, TRA RITUALI E PATRIARCATO: NOI DONNE PUBBLICA UN ARTICOLO SUL NOSTRO EVENTO DEL 29 NOVEMBRE.

Ringraziamo la redazione di Noi Donne e la direttora Tiziana Bartolini, che hanno pubblicato un interessante resoconto dell'evento che abbiamo organizzato presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma il 29 novembre.

Crediamo che contributi come questo siano molto importanti per alimentare il dibattito sul tema della violenza ostetrica, che in Italia è pressochè assente.

La pubblicazione su Noi Donne, storica rivista femminista, è simbolicamente importante e dimostra un rinnovato interesse per il tema dell'autodeterminazione delle donne nel percorso nascita ed in particolare al momento del parto.
Come movimento attivista riteniamo che la negazione dei diritti riproduttivi delle donne, sia che si parli di interruzione di gravidanza, di contraccezione, di fecondazione assistita, sia che si parli di percorso nascita, abbia una matrice comune che risiede nella funzione sociale di controllo che da sempre ed in differenti culture viene agita attraverso rituali di disciplinamento del corpo della donna.
 
 Per questo motivo riteniamo che la battaglia per l'autodeterminazione sia unica e che la lotta per il diritto di scelta nel percorso nascita debba essere affiancata a quella su IVG, contraccezione e PMA.

Clicca qui per leggere l'articolo su Noi Donne.

domenica 23 novembre 2014

23 novembre 2014: FREEDOM FOR BIRTH RAG PARLA DI VIOLENZA OSTETRICA IN DIRETTA SU RADIO11. ASCOLTACI E DICCI COSA NE PENSI

Come vi abbiamo segnalato qui, questa settimana è densa di eventi che abbiamo organizzato o a cui siamo state invitate.

Oggi, 23 novembre 2014, , presso la Casa dei Saperi di Roma in viale Giustiniano Imperatore 75, partecipiamo all'iniziativa:  "Dedicato alle Donne" organizzata da UndiciRadio Roma.




E' possibile seguire l'intero evento in diretta accedendo al sito di UndiciRadio Roma e cliccando al centro in alto su "accendi 11 radio".


alle 12 Carmen Rizzelli, psicologa e psicoterapeuta di FFB RAG presenta il nostro corto "La Prestazione" e alle 16 Gabriella Pacini, ostetrica e presidente di FFB RAG e Mirta  Mattina, psicologa e psicoterapeuta di FFB RAG, partecipano alla tavola rotonda.


Non appena disponibili pubblicheremo sul blog i podcast della trasmissione.

giovedì 20 novembre 2014

Tanti eventi per la libertà di scelta e contro la violenza nel parto

Dopo il successo del video che abbiamo realizzato per rispondere alla proposta di Renzi sugli 80 euro alle neomamme, vi invitiamo ad una serie di eventi e iniziative che abbiamo organizzato o a cui parteciperemo nei prossimi giorni.

Vogliamo continuare a dire in tutti i contesti possibili e con tutte le modalità possibili che le donne hanno il diritto di ricevere informazioni corrette e fare scelte libere. Che dietro i processi di ipermedicalizzazione di gravidanza e parto e dietro gli attacchi al diritto di autodeterminazione sul proprio corpo operano modelli patriarcali antichi ma ancora attivissimi che hanno l'obiettivo di disciplinare il corpo delle donne.


Iniziamo sabato 22 novembre:  saremo con Lucha y Siesta dalle 16:30 per presentare: CONSULTIAMOCI, uno spazio di incontro e sportello psicologico, ostetrico e legale Uno spazio per favorire la libertà di scelta, l'autoconsapevolezza e l'autodeterminazione delle donne in merito al proprio corpo e alla propria salute in particolare alla salute riproduttiva: IVG, Contraccezione, Gravidanza, Parto, Menopausa.
Uno spazio in cui avere informazioni sui propri diritti.
Un luogo di incontro e di riflessione oltre che di inziative a tema. "Consultiamoci" è uno Sportello di informazione, di orientamento e di accoglienza/consulenza psicologica, legale e ostetrica.

La prima consulenza è gratuita.
 

Sempre sabato 22 parteciperemo a Napoli all'evento di Terra Prena per MaterNa Fest, il primo festival dedicato alla libertà di scelta delle donne napoletane! A partire dalle 17:30 al Giardino Liberato di Materdei, incontro pubblico, laboratori per bambini, cena e concerto!

Domenica 23 Novembre, a Roma presso la Casa dei Saperi in viale Giustiniano Imperatore 75, nel corso dell'iniziativa "Dedicato alle Donne" organizzata da UndiciRadio Roma, verrà proiettato il corto: "La Prestazione - Sex like Birth" di Gabriella Pacini realizzato da Freedom For Birth - Rome Action Group. Parleremo inoltre di competenze e risorse delle donne, di differenze e di discriminazioni, diremo no alla violenza contro le donne. Verrà presentato il nuovo romanzo "Lucia non cade" di Chiara Borghi,si terrà la performance teatrale di Martina Marone e Dal mattino con il seminario teatrale dedicato ai bambini a cura di Teatro Pantegano, fino all'ora di cena. L'evento può essere seguito in diretta su www.undiciradio.it

Il 25 novembre ribadiremo ancora un volta che la giornata mondiale contro la violenza sulle donne non deve essere una vuota passerella di rappresentanti istituzionali o peggio ancora un'occasione di marketing, lo faremo partecipando alla Passeggiata collettiva che partirà alle 18:30 da Via dell'Acqua Bullicante 30, davanti alla scuola Pisacane verso il Pigneto. Perchè le strade libere le fanno le donne che le attraversano!  
Come si legge dal comunicato delle organizzatrici: "La violenza maschile è la prima causa di morte delle donne in Italia come nel resto del mondo, non ha classe né passaporto e nella maggior parte dei casi nasce tra le mura domestiche.
Non intendiamo solo ricordare e celebrare una data, scendiamo in strada per ribadire che la nostra libertà di vivere la città non è data dalle misure di controllo, dalle telecamere, dalla militarizzazione, dalla detenzione né dall’emarginazione, ma dalla nostra autodeterminazione dentro e fuori casa e dalla solidarietà e sorellanza tra donne, dalla potenza delle nostre rivendicazioni e dalla complicità e unione delle nostre lotte.

Una passeggiata di rivendicazioni collettive, rumorosa, sonora. Illuminiamo le strade, facciamole risuonare di musica, risate, colori, desideri."
 

A conclusione della passeggiata il 25 e anche la sera successiva, il 26 al Kino, mitica realtà del Pigneto, il nostro corto "La Prestazione - Sex Like Birth" sarà proiettato in abbinamento con il film "la moglie del poliziotto", bellissimo film che parla di violenza sulle donne, presentato in concorso al Festival del Cinema di Venezia nel 2013. Siamo onorate! Queste proiezioni sono l'anteprima di qualcosa che avverrà la sera del 29, continuate a leggere e scoprirete di cosa si tratta!

Sempre il 25 novembre saremo a Fonte Nuova in Piazza delle Rose a Santa Lucia, dalle ore 16.30, per partecipare ad un incontro-dibattito sul tema della violenza sulle donne, organizzato dal Comune di Fonte Nuova in collaborazione con l'associazione culturale Libera_mente.

Ed infine sabato 29 novembre sarà un'intera giornata di iniziative Freedom, iniziamo la mattina con un evento che sta già ricevendo molte adesioni e suscitando interesse e dibattito. Sì perchè abbiamo il coraggio di chiamare le cose con il loro nome ed il titolo del nostro evento è: "La violenza nel parto, antichi e nuovi rituali per il controllo ed il disciplinamento del corpo della donna"

Ci vedremo dalle 9:30 alle 13:30 presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma in via dela Lungara 19. Obiettivo dell'incontro è quello di andare a riflettere sulle origini e sulla funzione di tutte quelle pratiche violente che vengono agite sul corpo della donna nel travaglio e durante il parto e lo faremo con il contributo di storiche della medicina, filosofi, antropologhe, psicologhe, ostetriche e ginecologhe. Probabilmente l'evento potrà essere seguito in streaming, nei prossimi giorni vi daremo indicazioni in merito. 

ed ecco la sorpresa di cui parlavamo più in alto: la sera del 29 a partire dalle 20:30 saremo con Female Cut al Rialto Sant'Ambrogio per l'evento Play the Difference 
"E' la nuova sfida per la promozione del talento al femminile: trasformare la differenza in un
  nuovo strumento per affrontare il futuro, imparando a valorizzare giocando attraverso l’arte con le tante sfumature del proprio essere << ALTRO >>.
Female Cut invade le aule dello storico spazio autogestito del ghetto in un percorso sperimentale tra video, arte, performance e dj set che, dal tramonto all’alba, vedono coinvolte esclusivamente artiste donne e importanti realtà che lavorano sul territorio a favore delle donne in ambito sociale… TUTTI PRONTI PER GIOCARE !"

Anche in questa occasione sarà proiettato il nostro corto "La Prestazione - Sex Like Birth"in abbinamento con il film "la moglie del poliziotto", sarà una serata assolutamente da non perdere!

Vi aspettiamo!

mercoledì 19 novembre 2014

"La violenza nel parto" 29 Novembre 2014 Casa Internazionale delle Donne

In un'intervista su NoiDonne, Gabriella Pacini, ostetrica e presidente di Freedom For Birth Rome Action Group spiega perchè il nostro evento di sabato 29 si chiama "La violenza nel Parto" :

"Il titolo "La violenza nel parto" apparentemente ha un sapore un pò "sensazionalistico" ma in realtà è quello che io ho vissuto e fatto, personalmente, per 10 anni in ospedale: violenza alle donne.   


Sono ostetrica dal 1997 e quando ho iniziato ad assistere i parti, nel grande policlinico romano dove studiavo, appena una donna arrivava in travaglio le facevamo subito la depilazione e il clistere, non le permettevamo di avere nessuno accanto durante il travaglio e il parto, non le permettevamo di alzarsi e muoversi liberamente o scegliere una posizione per il parto - magari accovacciata, per aiutarsi con la forza di gravità -  ma la costringevamo a stare sdraiata sulla schiena in una posizione senz'altro più faticosa e dolorosa per lei. 

Non le lasciavamo neanche bere un pò d'acqua, ma le mettevamo una flebo per idratarla. Non poteva andare al bagno ma portavamo noi una padella. Il più delle volte dilatavamo il collo dell'utero con le dita, una pratica molto dolorosa e anche dannosa.  
Al parto poi le gambe venivano legate al lettino, all'altezza delle cosce, con delle cinte di cuoio e, con una potente spinta sulla pancia e un ampio taglio alla vagina, tra le urla della madre, la creatura finalmente nasceva. 

Se invece queste pratiche non funzionavano - e capitava spesso che una donna sottoposta a quel supplizio non riuscisse a partorire -  allora si andava di là in sala operatoria e le veniva praticato un taglio cesareo

A prescindere dal tipo di parto comunque madre e bambina/o venivano immediatamente separati e per i genitori non era possibile vedere il bambino se non ad orari decisi dall'ospedale. Le donne che facevano il taglio cesareo in particolare soffrivano molto di questo, perché nessuno portava loro la creatura e, quasi sempre finiva che vedevano il bambino per la prima volta dopo 3 lunghissimi giorni, semplicemente perché il nido era "al piano di sotto" e da sole non riuscivano a scendere dopo l'operazione.
Tutte queste pratiche che ho descritto sono molto dolorose e, se praticate di routine senza una precisa indicazione,  sono anche dannose per la salute di madre e persona che nasce

Alcune, come legare le gambe, sono diventate molto rare anche se non sono completamente scomparse e oggi le donne possono, in moltissimi ospedali, avere una persona con se durante il travaglio e il parto. Ma tante altre pratiche, come ad esempio la posizione del parto, rottura del sacco amniotico, la separazione dal bambino/a che viene portato al nido immediatamente dopo la nascita, e il taglio alla vagina (episiotomia), sono ancora molto comuni nella maggior parte degli ospedali.  

Siamo riuscite a vedere riconosciuti molti nostri diritti e la condizione delle donne è molto cambiata negli ultimi 40 anni.  Ad esempio il nostro diritto alla contraccezione, - con la riforma del diritto di famiglia, dopo i referendum su divorzio e aborto e l'abrogazione degli articoli che prevedevano attenuanti per il "delitto d'onore" - rappresenta una conquista indiscussa. Un altra data importante è 1978, l'anno in cui le donne hanno affermato anche sul piano legislativo il diritto ad interrompere la gravidanza: un fondamentale riconoscimento del diritto alla libertà di scelta e autodeterminazione, di poter scegliere e decidere sul proprio corpo e affrancarsi finalmente dal destino biologico di una maternità non desiderata che ha oppresso generazioni di donne. 
Centinaia di migliaia di  donne sono morte per aborti clandestini prima di veder riconosciuto questo diritto.

Ma ancora oggi la stessa libertà non è riconosciuta nel parto

Faccio parte dell'associazione Vitadidonna da 12 anni e se una donna vuole abortire posso indicarle un ospedale dove può farlo secondo il suo sentire: se con il metodo chirurgico o farmacologico, se con anestesia locale o generale. Ci sono ancora grandi difficoltà ma posso aiutarla a scegliere. 

Ma se una donna mi chiede in quale ospedale può partorire scegliendo la posizione del parto e avendo la persona che nasce con se - due semplici , elementari richieste, che non richiedono nessuna particolare attrezzatura da parte dell'ospedale - purtroppo devo ammettere che non esiste ancora a Roma un solo ospedale in cui possa vedere riconosciuti questi suoi diritti contemporanemente. 

Le spiegherò che gli ospedali non seguono le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomandano l'appropriatezza della medicalizzazione e non l'abuso, ma degli obsoleti protocolli interni che non hanno nessuna motivazione medica, e originano da arcaiche pratiche di controllo e disciplinamento del corpo

Le dirò che potrà scegliere la posizione del parto solo se l'ostetrica e in particolare il medico ritengano legittimo questo suo diritto e se, al contrario, pensano che lei debba sottostare a delle prassi e consuetudini (rituali appunto) che non hanno nessuna motivazione medica ma rappresentano un puro esercizio di potere, allora sarà obbligata a salire sul lettino. E che potrà avere il bambino con se solo se la policy dell'ospedale lo considera opportuno, a prescindere dai suoi desideri o condizioni di salute.

In 17 anni che assisto le donne al parto ho imparato alcune cose: ho imparato che sono le donne che partoriscono e non noi che "le facciamo partorire". Ho imparato che se cerco di capire quali sono i bisogni della donna durante il travaglio e il parto e cerco, quando posso, di assecondarli, il parto è più facile, meno doloroso, e più sicuro per la salute della madre e persona che nasce. 

Ma ho anche imparato che malgrado nella nostra Costituzione l'art. 32 riconosca alle persone il diritto di scegliere  e ribadisca come non si possa obbligare nessuno a un trattamento sanitario questo diritto, di fatto, non è riconosciuto alle donne durante il travaglio e il parto. E che, di fatto, le donne vengono oppresse e intimorite con l'artificioso espediente che vuole il parto sempre potenzialmente pericoloso e che tutto questo viene fatto per il bene del bambino.

E ho imparato che le donne ricevono trattamenti sanitari senza che loro possano dare o rifiutare il consenso (vedi episiotomia) e che, di fatto, passano necessariamente attraverso un percorso obbligato. Infatti durante il travaglio e il parto può diventare molto difficile per una donna far valere il proprio diritto alla scelta e autodeterminazione.

Servirebbe un Basaglia anche per le donne nel parto: abbiamo riconosciuto alle persone con problemi mentali il diritto di parlare e decidere della loro salute e ancora non è possibile quando si parla di donne a termine di gravidanza.

Con questo evento, che coinvolge solo alcuni operatori sanitari, ma sopratutto altre figure, vogliamo cercare di fare un pò di luce sul perché di questi "rituali", perché non avendo nessun significato razionale, appunto di rituali si tratta.

Non credo nel bisogno dell'operatore sanitario, medico o ostetrica, di affermare un suo potere possa rappresentare la reale motivazione o possa, da sola, giustificare quanto accade.

Proprio per indagare le motivazioni all'origine di questa condizione, all'evento della Casa Internazionale delle Donne, è stato fondamentale coinvolgere bioeticisti, storiche, antropologhe, psicologhe e femministe che possano aiutarci a far luce  su quelle che sono le ragioni di questo controllo e abuso, che probabilmente ha radici profonde e  riguarda in prima istanza il modello patriarcale da cui proveniamo. Dobbiamo chiederci come viene percepito e normato nella nostra cultura e società il corpo  della donna per poter comprendere la posizione della donna nel parto. Le donne stanno in sala parto così come vengono considerate nella società.  

Ci sarà tra gli altri, relatori anche un antropologa che ci racconterà come in modo molto simile accade la stessa cosa nei parti a casa Bali, da dove è appena tornata. La cosa non mi sorprende affatto: la mistica del "parto naturale" che permetterebbe una maggior espressione della soggettività della donna nelle società a bassa tecnologia non è confermata dagli studi ma al contrario sappiamo che praticamente in tutte le società il parto viene normato e controllato attraverso differenti rituali. 

Nella nostra società, in questo momento storico, questo ruolo di disciplinamento e controllo è assunto dalla tecnologia e  medicalizzazione, che però non rappresenta la causa ma solo lo strumento attraverso il quale noi priviamo le donne del loro potere generativo perché appartiene solo alle donne lo straordinario potere di trasformare un semplice materiale genetico in nuove persone.

Dunque non è tornando alla natura che cambierà qualcosa, ma perderemmo solo i vantaggi che il progresso scientifico ci ha dato.

La strada è un altra e per fare chiarezza ci vuole l'aiuto e il contributo di tutte e tutti."