domenica 19 gennaio 2014

MANIFESTO DI FREEDOM FOR BIRTH - Rome Action Group







Scegli il tuo parto:
naturale o medicalizzato che sia,
hai il diritto di fare una scelta consapevole

IL MOVIMENTO SI BATTE PER


  •  Il diritto di ogni donna di scegliere come e dove partorire
  •   Il diritto di ricevere informazioni chiare, corrette, basate su evidenze scentifiche circa interventi medici in gravidanza, nel parto e nel post-partum
  •   Il diritto di esprimere il proprio consenso informato ad ogni trattamento medico proposto prima, durante e dopo il parto
  •   Il riconoscimento delle naturali competenze della donna a far nascere l* propri* figli*
  •   Luoghi ospedalieri e personale medico dedicati al parto che siano rispettosi dei bisogni e delle scelte della donna
  • La riduzione degli interventi medici nel parto, limitati ai soli casi di reali esigenze cliniche, acconsentiti dalla donna o da questa richiesti
  •  Il riconoscimento sociale, culturale e giuridico della violenza ostetrica e il contrasto di essa
  •   Il rimborso integrale e l'assistenza post-natale per le donne che scelgono di partorire a domicilio
  •   La valorizzazione del ruolo dell’ostetrica, figura di accompagnamento durante la gravidanza, nel parto e nel post-partum
  •  L’apertura di case di maternità
  •   L’umanizzazione della gravidanza, affrancata da interventi medici superflui, e il sostegno dell’allattamento nei luoghi ospedalieri del parto
  •   La difesa del diritto all’autodeterminazione delle donne rispetto al proprio corpo e alla propria salute in tutti i momenti della loro vita sessuale e riproduttiva
  •  La difesa della Legge 194, la promozione di una sua piena attuazione, la reale possibilità di scelta tra aborto chirurgico e aborto farmacologico (RU486) in regime di day hospital e la difesa della facilità di  accesso alla contraccezione di emergenza


FREEDOM FOR BIRTH - ROME ACTION GROUP e' un movimento attivista che promuove il rispetto del diritto umano di ogni donna di disporre del proprio corpo e di autodeterminarsi nel parto e, in generale, in ordine alla propria salute, sessualità e maternità

Hai avuto il parto che volevi? Contattaci e racconta il tuo parto!

EMAIL: freedomforbirth.rag@gmail.com
FACEBOOK: http://www.facebook.com/pages/Freedom-For-Birth-Rome-Action-Group/446018745444557
BLOG: http://freedomforbirthromeactiongroup.blogspot.it

venerdì 17 gennaio 2014

MODELLI PER DOMANDE DI RIMBORSO SPESE PARTO A DOMICILIO



RIMBORSO SPESE PER IL PARTO A DOMICILIO

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE: SCARICATE IL MODELLO PER CHIEDERE, IN OGNI REGIONE, IL RIMBORSO DELLE SPESE PER IL PARTO A DOMICILIO!
Il Movimento FREEDOM FOR BIRTH ROME ACTION GROUP è lieto di mettere a disposizione di tutte le donne e le coppie di tutta Italia dei fac-simili di lettere ed istanze per chiedere, alle autorità regionali competenti, il rimborso delle spese sostenute o da sostenere per l’assistenza ostetrica al parto a domicilio.
I modelli sono due: uno da utilizzare se il parto non è ancora avvenuto; l’altro da utilizzare se il parto è già avvenuto (cinque pagine ognuno).
Per qualsiasi chiarimento, aiuto nella compilazione dei modelli e ogni altra informazione, assistenza legale a seguire la pratica, potete contattarci tramite la nostra pagina fb, il nostro blog o al numero di cellulare 338.3304914.
Tante donne stanno già inviando queste lettere: fatelo anche voi!

LEGGI MAGGIORI INFORMAZIONI
Questo è un contributo che il Movimento vuole dare per chiedere che in Italia diventi effettivo il diritto di ogni donna di scegliere come e dove partorire, di autodeterminarsi rispetto al proprio parto e di decidere quale sia il modello di assistenza (medicalizzata o meno) più rispettoso della propria personalità, della propria cultura e della propria dignità e, quindi, più vicino ai propri bisogni ed esigenze.
Ad oggi, soltanto pochissime Regioni italiane hanno adottato leggi che prevedono il rimborso delle spese per il parto a domicilio o in casa maternità.
Nella totalità dei casi, tuttavia, questo rimborso è solo parziale ed è subordinato a condizioni severe e particolarmente restrittive.
In molti altri casi, inoltre, si tratta di provvedimenti inattuati che, lungi dal riconoscere un vero e proprio diritto delle donne ad ottenere il rimborso, lo condizionano alla presenza di risorse o, peggio ancora, alla volontà degli organi amministrativi di dare seguito ai provvedimenti normativi.
Da qui, spesso, tanti dinieghi che ci lasciano chiaramente capire come in Italia, ad eccezione di pochissimi casi, siamo davvero lontane da un riconoscimento, effettivo e pieno, del diritto di scelta al parto.
A ciò si aggiunge il totale silenzio e l'assenza di provvedimenti normativi nella maggior parte delle altre Regioni italiane.
Invitiamo, quindi, chiunque abbia scelto o scelga di partorire in ambiente extraospedaliero, ad inviare la richiesta di rimborso, scaricando uno dei due modelli che FREEDOM FOR BIRTH ROME ACTION GROUP ha preparato e mette a vostra disposizione.
Questo nella speranza di veder accogliere le richieste stesse e, comunque, nella convinzione che sia in ogni caso, a prescindere dall’esito, importante FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE per chiedere un riconoscimento effettivo del diritto di scegliere dove e come partorire e promuovere, in ogni Regione, l’adozione dei provvedimenti normativi e regolamentari necessari!
Invitiamo, inoltre, tutte le altre associazioni italiane a divulgare questi modelli, mettendoli a disposizione delle proprie socie e di tutta la collettività, unendosi alle donne italiane ed a FREEDOM FOR BIRTH ROME ACTION GROUP in questa doverosa battaglia per i diritti umani delle donne.

MODELLO PER LA RICHIESTA DI RIMBORSO SPESE PER IL PARTO A DOMICILIO

MODELLO PER LA RICHIESTA DI RIMBORSO SPESE PER IL PARTO A DOMICILIO






RIMBORSO SPESE PARTO A DOMICILIO


mercoledì 15 gennaio 2014




Freedom For Birth - Rome Action Group e Terra Prena, con il patrocinio del Comune di Napoli,
presentano:

"No Ospedali? No parti!"

spettacolo di Teatro Forum realizzato dal Teartro Instabile della Tuscia Romana.

Cuore della giornata sarà la messa in scena da parte degli attori e l'interazione attiva con il pubbllico, attraverso la modalità del teatro forum, sul tema dell'ipermedicalizzazione del parto e della negazione del diritto di autodeterminazione delle donne.

All'esperienza attiva del teatro forum farà seguito un dibattito, curato da Terra Prena e Freedom for Birth-RAG, con l'obiettivo di proporre riflessioni sulla realtà nazionale e su quella locale e su quello che si possa concretamente fare.

------------------- ingresso libero a sottoscrizione --------------------

"L'evento della nascita, inteso nella complessità culturale, sociale, politica ed economica, occupa una posizione centrale nel modo in cui una società concepisce e organizza se stessa."(1)

Nella nostra società il parto è stato medicalizzato e sottomesso ad una tecnologia, chirurgica e farmacologica, molto invasiva e con costi umani e sociali elevatissimi.

Il bisogno di sicurezza della donna, la sua paura nel confrontarsi con un evento "naturale" ma contemporaneamente nuovo e sconosciuto, è stata la leva sulla quale fare pressione.
Non siamo più in grado di riconoscere le competenze che invece storicamente erano proprie delle donne: un sapere del corpo che permetteva loro di avere fiducia e di poter attingere alla propria
capacità “naturale”, a delle risorse interne, che le consentivano di lasciarsi andare e partorire.
La donna, al contrario, viene vista come (s)oggetto passivo e incapace di comprendere la complessità dell’evento parto: più o meno consapevolmente è stato messo in atto un processo di disempowerment, una delegittimazione del ruolo della donna come protagonista e questo perché, sempre più o meno consapevolmente, la medicalizzazione stessa ha la funzione di placare l'ansia dell'operatore sanitario.
Il protagonista della sala parto moderna è il medico: l’operatore sanitario che “sa” e “salva”. Purtroppo questa modalità, tutt'altro che vincente, porta ad un peggioramento della salute.
L'Italia è il 1° paese in Europa e il 3° nel mondo per tagli cesarei, con importanti conseguenze per la salute delle donne e spesso anche per i bambini che, contrariamente a quanto si pensi, non ricevono effetti positivi da una nascita chirurgica senza indicazioni mediche, ma al contrario un più difficile adattamento alla vita extra uterina. La mortalità materna aumenta di 4 volte rispetto al parto vaginale.
Riguardo al parto vaginale, nella maggior parte degli ospedali alle donne viene impedito di scegliere la posizione del parto, viene effettuata l'episiotomia di routine, la rottura del sacco amniotico,
l'induzione farmacologica, la spinta sulla pancia, la separazione precoce dal neonato dopo la nascita e tanti altri sono i rituali, perché di questo si tratta, visto che nella grande maggioranza dei casi vengono effettuati senza nessuna motivazione scientifica e razionale.
Tutte queste pratiche vengono effettuate senza coinvolgere le donne e riconoscere loro libertà di scelta e autodeterminazione, ed è qui che avviene la metamorfosi che trasforma la donna da soggetto ad oggetto dell'evento nascita.
Dal 1985 l' Organizzazione Mondiale della Sanità denuncia l'abuso di tali pratiche sul corpo delle donne e la EBM (medicina basata sull'evidenza) dimostra che non solo non sono necessarie, ma se
effettuate indiscriminatamente, sono addirittura dannose e pericolose per la salute delle donne e dei neonati.

(1) I.Maffi ,docente di antropologia culturale, università di Losanna

Il Teatro Forum - forma di spettacolo ricorrente nel TdO (Teatro dell'Oppresso) - mette in scena storie problematiche nelle quali il pubblico può riconoscersi. Non essendoci un lieto fine, chiede poi al pubblico di suggerire ai personaggi idee, strategie per cambiare il corso di queste storie, per farle finire in maniera meno oppressiva: suggerimenti da verificare in scena. Con lo spettatore che, diventato attore, si allenerà a diventare un po' più protagonista della propria vita.

Per info: 349 5067931/ 3472478857- info@terraprena.it - www.terraprena.it -

mercoledì 27 novembre 2013

25 NOVEMBRE 2013 - GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. UN NORMALE PARTO VIOLENTO MESSO IN SCENA A ROMA SULLA PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

Siamo liete di mostrarvi quello che abbiamo fatto il 25 novembre a Roma sulla Piazza del Campidoglio grazie alle compagne e compagni del Teatro Instabile della Tuscia Romana.

Siamo orgogliose di aver portato in questo luogo simbolico la nostra lotta contro una forma di violenza che avviene sul corpo delle donne ancora troppo sconosciuta e accettata: la violenza ostetrica.

ecco il video:
Roma, 25 novembre 2013. Piazza del Campidoglio




giovedì 11 luglio 2013

Dibattito a Roma: La medicalizzazione del percorso nascita e il corpo della donna in sala parto

Il  15 luglio alle ore 21:30 
alla Festa dell’Unità di Roma (parco Schuster – San Paolo) 
si svolgerà un dibattito organizzato da  Freedom For Birth - Rome Action Group

La medicalizzazione del percorso nascita e il corpo della donna in sala parto. 

"La libertà di un Paese può essere misurata con la libertà delle donne nel parto" (A. Gereb)

LAURA PUPPATO (senatrice)
MARIA TERESA PETRANGOLINI (consigliera Regione Lazio)
ANGELA SPINELLI (dirigente di ricerca Istituto Superiore di Sanità)
FRANCESCA KOCH (presidente Casa Internazionale delle Donne)

intervengono:

- Ivana Arena (ostetrica, Freedom for Birth - Rome Action Group)
- Virginia Giocoli (avvocata, Freedom for Birth - Rome Action Group) 
- Mirta Mattina (psicologa e psicoterapeuta, Freedom for Birth - Rome Action Group) 
- Gabriella Pacini (ostetrica, Freedom for Birth - Rome Action Group , Vita di donna)

Il dibattito,  aperto ai contributi del pubblico, sarà introdotto dalla proiezione della video inchiesta realizzata da Elis Viettone per La Repubblica “Un taglio di troppo in sala parto. La pratica condannata dall’OMS”.

Al termine del dibattito sarà proiettato il documentario “Freedom for Birth” di Toni Harman Alex Wakeford.